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MODIFICHE URGENTI AL CODICE ROSSO

2 Dicembre 2023

Nei giorni scorsi, sulla scia di uno degli ultimi femminicidi, è stato presentato dai ministri Roccella (Famiglia, Natalità e Pari opportunità), Nordio (Giustizia) e Piantedosi (Interno) un disegno di legge per rafforzare le misure del cosiddetto “Codice rosso”, ovvero quella serie di norme destinate a tutelare le donne, tentando di mettere fine ai femminicidi ed ad altri reati di genere (ne avevo parlato qui: https://avvsarabattistini.it/diritto-penale/cose-il-codice-rosso/).


In particolare:

  • sono state rafforzate le misure in tema di ammonimento, estendendone il perimetro (finora era previsto solo per lo stalking ed invece ora sarà possibile anche per latri reati), è stata prevista la revoca, l’aumento della pena e la procedibilità d’ufficio per violenze domestiche compiute da soggetto già ammonito
  • sono state introdotte misure di vigilanza “dinamica” e maggiori informazioni di sostegno e supporto alle vittime
  • sono state potenziate le misure di prevenzione, estendendo l’applicabilità da parte dell’autorità giudiziaria delle misure di prevenzione personali, intervenendo sulla misura della sorveglianza speciale attraverso il braccialetto elettronico e prevedendo il cosiddetto arresto in flagranza differita
  • è stata prevista la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, da convalidare entro le 48 ore successive dal giudice, nel caso di flagranza di reato nell’ambito della sfera familiare
  • sono state ulteriormente specificate le necessità di aggiornamento delle competenze dei PM dedicati ai reati di genere e potenziate le prerogative di avocazione da parte del Procuratore capo.

Inutile dire che tutte queste norme, che continuamente cambiano alla costante ricerca della soluzione giuridica e giudiziaria più efficace, diventano purtroppo fini a se stesse, allorquando ancora il sistema è intriso di patriarcato e persino chi deve tutelare le donne spesso non ha la sensibilità, la preparazione e la volontà di riconoscere ciò che è reato di genere.

Mi riferisco, ahimè, non solo a poliziotti e carabinieri, che spesso rifiutano le denunce delle vittime di reati, ma persino ai magistrati, ai colleghi, ai politici, alle istituzioni, che commentano fatti di cronaca, esprimono giudizi e danno raccomandazioni in modo assolutamente maschilista e sessista, senza neppure averne consapevolezza (si tratta della cosiddetta cultura dello stupro, di cui avevo scritto in questo articolo: https://avvsarabattistini.it/attualita/la-cultura-dello-stupro/).

Il lavoro di educazione alle pari opportunità è iniziato tanto tempo fa e già nei bambini se ne vedono i primi risultati; gli adulti però ancora arrancano in questa tematica e per lo più rifiutano di approfondire, boicottano le politiche di genere, in particolare il lessico e tutto ciò che è poco tradizionale (e le parole non sono un dettaglio, come ci illustra bene questo pezzo della Cortellesi: https://www.youtube.com/watch?v=4WjhLSkXqTk ).

I genitori purtroppo spesso non sono in grado di intervenire, di capire, di veicolare messaggi corretti e lo dimostra proprio uno degli ultimi fatti di cronaca, che vede accusato di un terribile femminicidio un ragazzo proveniente da una famiglia che dichiara di aver sempre parlato di parità ed uguaglianza di genere.

Evidentemente non bastano l’esempio o le parole che provengono dai familiari ed è per questo che ritengo indispensabile che la scuola e la società tutta si occupino di questo tipo di insegnamenti in modo massiccio e pervasivo: la cultura della parità (https://avvsarabattistini.it/donne-e-diritti/a-cosa-servono-le-politiche-di-genere/ ) deve essere diffusa ovunque ed il più possibile, come un vaccino che piano piano crea l’immunità di tutta la collettività.

Qualcuno si ammalerà sempre di patriarcato, ma con il vaccino della cultura di genere la maggior parte delle persone sarà immune a tutte le manifestazioni di sessismo.

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