Nell’agosto del 2019 sono state introdotte alcune modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, per tutelare maggiormente le vittime dei reati di violenza di genere endofamiliare.
Il pacchetto di norme è stato denominato CODICE ROSSO perchè richiama il codice di emergenza grave che si usa in ambito medico, quando c’è a rischio la vita di una persona.
Infatti queste norme specifiche hanno lo scopo di fronteggiare in modo concreto e rapido una serie di reati, che sfociano quasi sempre poi in FEMMINICIDIO.
Dunque il legislatore, onde evitare che i tempi della giustizia mettano a rischio la vita delle donne vittima di violenza, ha previsto una serie di procedure accelerate che mirano a proteggerle anche prima e durante il processo.
Purtroppo queste misure risultano ancora insufficienti e di difficile applicazione pratica, tanto è vero che ancora non accenna a dimunire i numero di donne uccise da mariti, compagni o ex partner: è necessario un lavoro di prevenzione più profondo e strutturale, che conduca le donne ad emanciparsi economicamente e a non cadere in trappole psicologiche di amore tossico e dipendente, ma soprattutto che elimini la cultura patriarcale di cui è ancora intrisa la nostra società e che determina negli uomini un pensiero distorto e diffuso tra sessismo, maschilismo, pregiudizi, discriminazioni, stereotipi e violenza di ogni tipo.
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