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CHI E’ NASRIN SOTOUDEH ?

8 Febbraio 2021

Nasrin Sotoudeh è un’avvocata iraniana, attualmente in carcere per aver svolto la sua professione in difesa dei diritti umani.

Nel 2010 è stata arrestata per la prima volta con l’accusa di “aver diffuso menzogne contro lo Stato e per aver cooperato con il Defenders of Human Rights Center”: ovvero le sono state contestate le battaglie legali intraprese per l’emancipazione delle donne -laddove la legge iraniana impone ancora l’obbligo di indossare lo hijab-, quelle a sostegno delle minoranze religiose, dei giornalisti, degli artisti, dei minori, e quelle contro la pena di morte.

Per tali insensate incriminazioni è stata condannata a 11 anni di prigione e interdetta dai pubblici uffici; successivamente la sua pena è stata ridotta ed è tornata in libertà nel 2013, ma di nuovo nel giugno 2018 è stata arrestata per presunti “reati di sicurezza nazionale” e a marzo 2019 è stata condannata per tali arbitrarie imputazioni a 33 anni di carcere e 148 frustate.

Nella sentenza si leggono, tra le altre assurde accuse, l’“incitamento alla corruzione e alla prostituzione” e la “commissione di un atto peccaminoso (…) essendo apparsa in pubblico senza il velo”.

DOV’E’ OGGI L’AVVOCATA IRANIANA?

Oggi l’avvocata iraniana è ancora in carcere e, solo a causa delle sue gravi condizioni di salute- non ultima la positività al Codiv 19 contratto durante la detenzione- ha potuto per brevi periodi uscire per essere curata. In tutto questo periodo di ingiusta prigionia ha protestato per le condizioni carcerarie disumane e per l’illegittimità della sua condanna e del suo processo, anche attraverso lo sciopero della fame.

Il suo esempio è un monito per il mondo, perché in molti paesi, non solo in Iran, i diritti umani non sono rispettati e gli avvocati mettono a rischio la propria stessa vita per difendere i loro connazionali dai soprusi sociali, politici e giudiziari.

COSA POSSIAMO FARE NOI.

Diffondere queste notizie, denunciare gli abusi, le repressioni, le vessazione e le iniquità significa non essere complici di questi regimi e contrastarli; significa chiedere ai nostri governanti di prendere una posizione ferma e decisa e far sentire la nostra voce a livello internazionale, affinchè questi paesi siano costretti a rispettare le convenzioni mondiali sui diritti umani.

Tacere, fingere che non accada nulla e avere normali rapporti commerciali o diplomatici con queste nazioni significa invece accettare le loro ignominie, supportare le dittature e ignorare che ci sono persone che muoiono perchè non possono godere dei loro diritti civili.

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