Lo scorso dicembre si sono registrati in Italia 101.000 disoccupati in più, di cui 99.000 sono donne.
Quando vi diranno che le politiche di genere non servono, potete citare questo dato.
E spiegare che in Italia lavora meno del 50% delle donne a fronte di una popolazione composta per la maggior parte da donne.
E specificare che al Sud questa percentuale scende al 30% e che sotto i 30 anni le donne che lavorano non sono nemmeno il 15%.
Ecco perché le pari opportunità sono un tema ancora importante e assolutamente necessario in ogni ambito.
E’ indispensabile favorire l’occupazione femminile, perché a cascata questa determina un incremento decisivo per l’economia, una crescita demografica e quindi un futuro per il nostro paese.
COME SI FA A FAR CRESCERE L’OCCUPAZIONE FEMMINILE?
- Rendendo obbligatori e paritetici i congedi parentali per i padri, in modo che uomini e donne vengano assunti a prescindere dalla loro genitorialita’;
- Sostenendo progetti e strumenti di reale conciliazione famiglia-lavoro, in modo che la cura dei figli non sia un’esclusiva femminile;
- Costruendo nidi, asili, strutture sportive, centri artistici, ludoteche, biblioteche, dove i bambini siano accolti gratis, in modo che le donne non siano costrette a rinunciare a lavorare quando i figli sono piccoli o a prendere il part time perchè non sanno a chi lasciarli;
- Incentivando le imprese a sostenere la maternità e la paternità, creando all’interno delle aziende spazi dedicati alla famiglia (nursery, babyparking, piccoli centri medici,…), progettando il lavoro in modo flessibile, agevolando turnazioni e rispettando le quote rosa;
- Creando un modello di scuola che persegua la parità di genere a livello educativo, sempre e costantemente, per crescere adulti consapevoli, indipendenti e responsabili;
- Studiando come ogni provvedimento (politico, sociale, economico, finanziario) va ad impattare sulle questioni di genere, analizzandone i risultati e poi correggendo il tiro se occorre;
- Sostenendo l’imprenditoria femminile per eliminare definitivamente il gender pay gap;
- Sanzionando severamente chi compie discriminazioni di genere e creando apposite commissioni di vigilanza a tutela delle donne.
COSA STA FACENDO L’ITALIA?
Nulla. Deputate e senatrici tacciono, le ministre si contano sulle dita di una mano, anche il prossimo premier sarà un uomo e nessuno porta avanti seriamente una politica di parità orientata al futuro.
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