Si tratta di un Disegno Di Legge, promosso dal deputato Alessandro Zan (da cui quindi ha preso il nome), volto a tutelare l’orientamento sessuale delle persone, a prescindere che esso sia eterosessuale, bisessuale, omosessuale,…
La proposta di legge chiede di aggiungere agli articoli del codice penale riguardanti i crimini di odio, oltre ai motivi di razza o religione, anche i motivi “fondati sul sesso, sul genere e sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.
I crimini di odio sessuale vanno combattutti fermamente, poichè, come i femminicidi, sono ormai all’ordine del giorno episodi di violenza originati da tali discriminazioni.
E soltanto con una decisa presa di posizione legislativa si potrà cambiare la mentalità di coloro che ancora considerano non normale o non degno di rispetto chi ha una sessualità diversa da quella etero.
La modifica al codice penale, già approvata alla Camera, è bloccata in Senato dai partiti di destra: il motivo di tale ostruzionismo non è solo legato al non riconoscere come bisognose di tutela le persone LGBTIQ, ma è dettato anche dal voler contrastare in ogni modo la promozione della cultura inclusiva all’interno delle scuole.
Il DDL Zan infatti, oltre alle sopracitate aggiunte al codice penale, propone anche di istituire una giornata contro l’omofobia e di inserire nel percorso educativo nazionale programmi di sensibilizzazione contro le discriminazioni sessuali: quest’ultima iniziativa appare fondamentale per formare adulti consapevoli e rispettosi, perchè non basta punire chi commette reati ma occorre agire anche in prevenzione in ambito scolastico.
In una democrazia laica, come la nostra, ci dovrebbe essere tutela per tutte le persone, al fine di permettere la convivenza civile e rispettosa di tutte le diversità.
Le leggi devono esprimere inclusività ed essere il più possibile aperte alla ricchezza delle esperienze di vita: anche perchè, quando si amplia il ventaglio di protezione giuridica, si realizza quella promessa di uguaglianza, che è la base della Costituzione e che non si esaurisce mai, perchè vi sono sempre nuove istanze di riconoscimento, in quanto la società si evolve e con il passare del tempo mutano contesti, necessità e situazioni.
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