Si tratta di una persona di fiducia, a cui si affida l’incarico di curare che le proprie volontà testamentario vengano correttamente eseguite: ovvero, nel momento in cui si redige un testamento, si può decidere di nominare un esecutore che si occupi di attuarne il contenuto.
Può essere nominato come esecutore testamentario un erede o un legatario oppure una persona estranea al rapporto successorio: solitamente si tratta di un soggetto che si ritiene in grado di occuparsi in modo serio e rispettoso delle proprie ultime volontà.
L’accettazione dell’incarico da parte dell’esecutore testamentario viene fatta in Tribunale e costituisce un vero e proprio impegno giuridico, da cui conseguono quindi doveri ed obblighi specifici.
I compiti dell’esecutore testamentario attengono principalmente all’amministrazione dei beni ereditari, ma possono riguardare anche questioni personali e familiari.
Appare dunque opportuno nominarlo quando vi sono situazioni patrimoniali particolarmente complesse o eredi minori o potenziali conflitti da dirimere o altre problematiche da risolvere: l’esecutore avrà cura di provvedere all’esatto adempimento delle disposizioni testamentarie, se necessario anche in sede processuale.
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