Vitamine Giuridiche
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Portobello - locandina della serie

PORTOBELLO

22 Febbraio 2026

Consiglio a tutti la visione di PORTOBELLO, una serie appena uscita, che racconta la vicenda giudiziaria di Enzo Tortora.

A parte la magistrale interpretazione di Fabrizio Gifuni e la regia impeccabile di Marco Bellocchio, la storia è assolutamente da conoscere e soprattutto da capire.

Infatti quello che è accaduto all’epoca al famoso giornalista e presentatore è dipeso in larga parte dal sistema processuale italiano che all’epoca era inquisitorio.

Nel 1988 finalmente l’Italia è passata al sistema accusatorio, grazie alla riforma del codice di procedura penale fortemente voluta da Giuliano Vassalli, partigiano, socialista, avvocato, professore universitario, ministro della giustizia, giudice della Corte Costituzionale, giurista eccelso.

Grazie a questa riforma Pubblico ministero e avvocato diventano parti processuali paritarie (almeno formalmente) ed il giudice figura terza ed imparziale: prima invece esisteva la figira del Giudice Istruttore che era un ibrido tra un PM e un Giudice, che fondeva in sè il ruolo di entrambi. Ora questa idea ci sembra bislacca ed incredibile, ma il principio cardine del sistema inquisitorio era appunto che l’indagato/imputato era COLPEVOLE fino a prova contraria: questo era in contrasto con la nostra Costituzione, ma solo nel 1989 è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale che ha finalmente portato al sistema accusatorio e quindi ad un modello processuale basato sul contraddittorio.

E solo nel 2001 si è trasfuso nella Costituzione il principio del giusto processo, attraverso la riforma costituzionale dell’art. 111.

Con il Referendum del 22 marzo, che riguarda un’altra riforma costituzionale, si vorrebbe completare il sistema accusatorio, separando le carriere tra PM e Giudici, in modo che ci sia tra loro una distinzione anche a livello di concorso, organizzazione, sistema disciplinare interno; infatti adesso sono comunque un unicum ed infatti si occupa di tutta la loro gestione un solo organo, ovvero il CSM. E sembrerebbe più corretto averne due, uno per i PM ed uno per i giudici, per realizzare appieno una differenziazione tra i due ruoli.

Avevo già parlato di questo drammatico caso giudiziario in questo articolo (https://avvsarabattistini.it/cineforense/un-uomo-perbene-enzo-tortora/ ), perchè è una delle storie di cronaca che più mi aveva colpita durante l’infanzia: e forse, chissà, era già un segno che la mia passione per questi temi era già viva in me, quel senso di giustizia e quel bisogno di tutela dei diritti che muove ed ispira un avvocato.

Ero piccola quando si svolse il processo e ho ricordi molto vaghi di quando guardavo Portobello, qualche flash del pappagallo e della voce del presentatore, ma soprattutto la canzoncina della sigla (di cui ho ancora il 45 giri!), ma ho invece nitido, preciso e forte il ricordo di quando Enzo Tortora finalmente potè tornare in televisione, dopo essere stato finalmente assolto: entrò in studio e disse “Dunque, dove eravamo rimasti?”. Avevo solo 10 anni quando vidi questa scena, quindi non potevo certo conoscere i varii esiti processuali, nè i motivi precisi delle accuse e dell’assoluzione, ma fu un momento così toccante e commovente che mi è rimasto in testa; mi ricordavo un uomo giovanile e in pochi anni lo ritrovavo visibilmente invecchiato. Solo quando ho studiato il caso all’università, grazie al mio professore di procedura penale, ho capito che Tortora si era consumato dal dolore e dall’angoscia, perchè il sistema era profondamente ingiusto e non gli aveva permesso di difendersi.

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