Pur essendo a fine mandato, Trump ha appena nominato il “suo” giudice della Corte Suprema, come temuto dai democratici Usa.
Ragioni di correttezza ed etica politica avrebbero imposto di non compiere un simile atto, ma ormai sappiamo che il Presidente uscente difetta di entrambe.
Il posto della lungimirante, saggia, innovatrice, femminista Ruth Bader Ginsburg è ora occupato da Amy Coney Barrett, detta the Handmaid of the House of Trump.
Questa scelta potrà incidere sulla geopolitica mondiale: come?
La composizione equilibrata della Corte suprema è fondamentale per garantire il massimo dell’equità, della giustizia, della democrazia.
Infatti controllare l’organo di massima giurisdizione significa
- poter capovolgere le decisioni di ogni giudice americano, di qualsiasi ordine e grado
- poter abolire le attività del potere legislativo, dichiarando illegittime leggi progressiste e provvedimenti sociali
- mettere in discussione ogni attività del potere esecutivo e di fatto paralizzarlo
- poter invalidare le elezioni
Con la nomina di Barrett i repubblicani hanno conquistato la maggioranza (6 giudici su 9) in seno alla Corte, che ora è per lo più composta da bianchi, anziani, reazionari.
Questi giudici sono inamovibili, perché nominati a vita, e costituiscono una pericolosissima oligarchia che detiene gli strumenti ed il potere per inficiare potenzialmente qualsiasi decisione presa dal potere legislativo, da quello esecutivo, e dall’elettorato.
Questo modus operandi è tipico dei regimi autoritari, che dapprima avocano a sé la magistratura, appunto per esautorare le leggi e le istituzioni della democrazia rappresentativa.
Unica speranza di preservare il sistema politico Usa è che i democratici vincano in modo schiacciante le elezioni e che riescano così a resistere alle ingerenze della Suprema corte.
Perché è importante guardare alla situazione politica d’oltreoceano? Perché interessarsi di cosa fanno Trump o la Suprema Corte americana?
Perché la politica degli Usa è fondamentale per gli equilibri politici di tutto il pianeta, perché le potenze asiatiche non aspettano altro che una caduta della democrazia occidentale, perché lo scenario economico mondiale è totalmente dipendente da quello statunitense.
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