Questo termine descrive la situazione di un Governo, impossibilitato a lavorare poichè sono venuti meno i presupposti di stabilità politica.
La crisi può essere
parlamentare:
1) quando il Parlamento non dà la FIDUCIA al governo appena nominato
2) quando il Parlamento non vota un provvedimento governativo su cui è posta la FIDUCIA
3) quando il Parlamento SFIDUCIA il governo
extraparlamentare:
quando si verifica un evento accidentale ed esterno al parlamento che paralizza il funzionamento del Governo e lo costringe alle dimissioni
pseudo-parlamentare:
dovuta a mutati atteggiamenti di gruppi parlamentari che, ad esempio, si ritirano dalla coalizione di Governo (è questo il caso odierno)
In caso di crisi parlamentare il Governo deve dimettersi.
In caso di crisi anomala (extraparlamentare o pseudo-parlamentare), il Governo non è giuridicamente obbligato a dimettersi, anche se solitamente si hanno dimissioni spontanee.
A quel punto il Presidente della Repubblica inizia le CONSULTAZIONI con i vari leader politici per valutare se è possibile formare un nuovo governo con le forze politiche di maggioranza:
- o mutando la coalizione-o sostituendo il Presidente del Consiglio
- o incaricando il medesimo per il cosiddetto Governo bis e modificando quindi solo la compagine ministeriale
- o nominando un governo tecnico, ossia un governo “di scopo”, che ha il compito di portare a compimento determinati obbiettivi fino al termine naturale della legislatura.
Nel caso non sia possibile nessuna delle soluzioni suddette, è necessario indire nuove elezioni; ma le elezioni anticipate generano solitamente un clima di instabilità ed incertezza economico-sociale ancora più forte e grave di quello già scaturito dalla crisi di governo.
Al momento la soluzione più opportuna per risolvere l’attuale crisi mi sembra quella del cosiddetto “mandato esplorativo”: una prassi in base alla quale il Presidente della repubblica nomina un esponente istituzionale, una figura moderata ed equilibrata, cui affida una specie di pre-incarico, affinchè verifichi la possibilità di formare un governo che possa contare su una maggioranza. La candidata più probabile per questo ruolo a mio parere è l’attuale Presidente della Corte costituzionale, professoressa Marta Cartabia.
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