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LA FESTA DELLA DONNA

8 Marzo 2022


Dopo una lunga pausa dovuta alla guerra, nel 1946 si è ricominciato a celebrare in Italia la giornata internazionale della donna.


Furono tre donne della Resistenza a rivendicare l’esigenza di una riflessione attiva sulle battaglie salariali e sociali femminili e sul cammino faticosamente iniziato verso la parità: all’epoca esisteva ancora il diritto d’onore, non c’era la parità di diritti tra i coniugi, non esistevano leggi che sancissero la parità retributiva tra uomini e donne e la violenza sessuale non era un reato contro la persona ma contro la morale.

Per caratterizzare la ricorrenza serviva qualcosa che simboleggiasse la forza, la fierezza ed il desiderio di riscatto; la scelta ricadde sulla mimosa, che era un fiore povero, che ai primi di marzo sbocciava in tutte le campagne e quindi non costava nulla: chiunque avrebbe potuto coglierlo ed indossarlo, era colorato e profumato, si faceva notare nella sua invadente semplicità.

Teresa Noce, Rita Montagnana ed in particolare Teresa Mattei (che fu poi la più giovane eletta all’assemblea costituente) erano state partigiane e nella giornata della donna volevano onorare il loro spirito patriottico, la loro lotta senza resa e la loro appartenenza al genere femminile: la mimosa divenne quindi un simbolo potente ed averla addosso per le donne rappresentava il loro spirito battagliero, la coesione di pensiero e di azione, la volontà di raggiungere l’uguaglianza.

Oggi come allora, lottiamo per la parità, per la pace, per un mondo più equo.

Categoria: Attualità
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