Si tratta del referendum che ha lo scopo di ABROGARE una norma, ovvero di cancellarla.
E’ un’importante fonte di diritto di natura “popolare”, perchè sono i cittadini a chiedere il referendum, a votarlo e quindi a decidere sulle leggi.
L’organo deputato a “fare leggi” sarebbe invece il Parlamento, che in questo caso non ha voce in capitolo (a meno che non decida di abolire le norme soggette a referendum, prima che quest’ultimo si svolga).
Proprio perchè si demanda ai cittadini di “legiferare” (ma in realtà è possibile solo ed esclusivamente abolire norme e non farne, ma è comunque un modo di incidere sulla legislazione nazionale), la Costituzione prevede dei limiti a questo potere.
Non si possono quindi abrogare:
1) leggi regionali
2) leggi tributarie o inerenti trattati internazionali o di amnistia e indulto
3) norme costituzionali (per le quali vi è uno specifico procedimento di revisione)
Inoltre la procedura per richiedere il referendum è particolarmente complessa e rigorosa e suddivisa in diverse fasi con tempistiche molto precise ed inderogabili: lo scopo è evitare che il referendum diventi una prassi, cosìcchè rimanga uno strumento da dedicare alle questioni socialmente più sentite.
In questi giorni e fino al 30 settembre, è in corso la campagna di raccolta firme per il referendum cosiddetto “Eutanasia legale”: se siete interessati a sostenere la campagna, potete firmare ed aiutarci in questa battaglia sociale di civiltà.
A questo link potete trovare ulteriori informazioni: https://www.eutanasialegale.it/
Io sono uno degli avvocati presso il cui studio è possibile sottoscrivere i moduli del referendum: se volete firmare, CONTATTATEMI!
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