Il CYBERBULLISMO è il bullismo attuato attraverso strumenti telematici.
Come il bullismo, consiste in atteggiamenti prevaricanti, denigratori e molesti, che hanno il fine di isolare la vittima e farla sentire inadeguata ed esclusa da un determinato contesto
E’ però un fenomeno molto più pericoloso del bullismo, in quanto:
1) non ha limiti spaziali e temporali e ciò che viene scritto e diffuso via social rimane potenzialmente per sempre e viene anzi amplificato potendo essere condiviso e raccogliere consensi di altri bulli;
2) può essere perpetrato anche in totale anonimato attraverso account o profili fasulli;
3) proprio per questo motivo vi è totale assenza di remore morali: tutto ciò che mai il bullo avrebbe il coraggio di dire o fare di persona, online riesce a farlo (i cosiddetti leoni da tastiera).
I bulli online vengono detti haters, cioè odiatori, perchè provano soddisfazione a maltrattare gli altri, ferirli, sminuirli senza motivo: a livello psicologico i bulli hanno problemi relazionali, comportamentali, sociali, personali e mettere in atto il bullismo è il modo disfunzionale in cui tentano di risolverli, creandone poi altri a se stessi e alle vittime.
Il cyberbullismo è classificabile in varii tipi di atteggiamenti:
- FLAMING (infiammare, dall’inglese FLAME ovvero fiamma) consiste in commenti o messaggi volgari e violenti, finalizzati ad “infiammare” altri bulli e creare vere e proprie battaglie verbali sui social contro una persona, che si vede arrivare addosso la cosiddetta shitstorm (cioè una tempesta di escrementi, perchè tali sono da considerare le offese gratuite e minatorie);
- HARASSMENT (molestie): invio ripetuto di messaggi dal contenuto offensivo, mirati a ferire una determinata persona alla quale si può causare un evidente disagio sia emotivo che psichico;
- DENIGRATION (denigrazione): insultare o diffamare qualcuno online con pettegolezzi, menzogne, dicerie e commenti crudeli, offensivi e svilenti nei riguardi delle vittime attraverso e-mail, sms, messaggistica istantanea, per danneggiare la reputazione della persona o le sue amicizie;
- IMPERSONATION (sostituzione di persona) o IDENTITY THEFT (furto d’identità): l’aggressore si sostituisce alla persona che vuole perseguitare, creandosi un profilo su internet con identità fittizia e utilizzando informazioni personali, foto, altri elementi riferibili alla vittima; oppure ruba i suoi dati di accesso quali password e nome utente relativi all’account, per spedire messaggi o pubblicare contenuti deplorevoli al fine di danneggiare l’immagine e la reputazione della vittima;
- EXCLUSION (esclusione): consiste nell’emarginare intenzionalmente un utente da un gruppo costituito su un social network (es. gruppo di amici, chat, giochi interattivi, forum telematici) con l’obiettivo di provocargli un sentimento di disperazione e desolazione derivante dal rifiuto collettivo;
- CYBER STALKING (persecuzione online): si intendono minacce, molestie, violenze e denigrazioni ripetute e minacciose con lo scopo di incutere nella vittima terrore e paura per la propria incolumità fisica;
- OUTING (confessione pubblica di un fatto o un’esperienza personale) e TRICKERING (inganno): ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno al fine di diffondere, pubblicare e condividere in rete le informazioni private o le immagini personali, rivelando segreti della persona e, quindi, violando la riservatezza delle confidenze;
- SEXTING (derivato dalla fusione delle parole inglesi sex “sesso” e texting “inviare messaggi elettronici”): invio di messaggi, testi, foto e video a sfondo sessuale che vengono divulgati tramite mezzi elettronici come smartphone e internet;
- DOXING (da DOX, ossia la contrazione del termine inglese documents “documenti”): diffusione pubblica di informazioni personali e private o altri dati sensibili della vittima tramite la rete internet, ponendo in essere un atto lesivo della privacy.
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