Ogni avvocato deve rispettare, tra i varii doveri previsti dal Codice deontologico forense, anche quello di COLLEGANZA.
Si tratta di un insieme di comportamenti volti ad improntare i rapporti tra colleghi a correttezza, trasparenza e lealtà.
Ad esempio non è consentito:
- registrare una conversazione con un collega se questi non presta il suo consenso,
- riferire in sede giudiziale di conversazioni avvenute in via stragiudiziale,
- ricevere clienti che sono già in carico ad altri legali a meno che questi non siano stati avvertiti e lo accettino.
Inoltre non devono mai essere espressi giudizi denigratori sulla professionalità di un collega, nè si possono utilizzare informazioni personali di cui si ha conoscenza al fine di screditarlo.
Altri importanti doveri da considerare nell’adempimento dell’attività professionale sono:
- la puntualità alle udienze
- la sollecitudine nel dare riscontro alle comunicazioni
- la condivisione delle scelte processuali ed extraprocessuali nel caso di co-difesa
- l’attivarsi tempestivamente per far adempiere il cliente nel caso non abbia corrisposto il compenso
L’insieme di questi precetti costituisce un baluardo di probità per l’attività professionale, a salvaguardia della propria reputazione personale ma anche dell’immagine dell’avvocatura tutta.
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