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ADOZIONE INTERNAZIONALE ANCHE PER I SINGLE !

30 Marzo 2025

Da oggi anche i single potranno avere accesso all’adozione internazionale;

una sentenza di portata rivoluzionaria è stata infatti emessa il 21 marzo 2025 dalla nostra Suprema Corte (sul cui sito istituzionale è possibile leggerla integralmente https://cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2025:33#fatto).

Su richiesta di una donna non sposata, il Tribunale dei minori di Firenze ha infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale (per sapere cosa significa clicca qui: https://cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2025:33#fatto) delle norme sull’adozione, che fino ad oggi non era consentita ai single.

La questione era già stata proposta su istanza della stessa richiedente nel 2019 e la Corte costituzionale l’aveva respinta; è stata caparbiamente ripresentata nel 2024 con altri presupposti e questa volta la Consulta ha dato ragione alla donna, che chiedeva di poter adottare da single.


Scrive la nostra Corte costituzionale che la preferenza per la bigenitorialità non risponderebbe a un «vincolo giuridico a tutela diretta del minore», ma sarebbe «il retaggio di una supposta logica naturalistica secondo una visione dogmatica della nozione di famiglia».



La normativa italiana sulle adozioni contrasta quindi con gli artt. 2 e 117, comma 1, Cost. in relazione all’art. 8 CEDU, laddove pone il divieto assoluto all’adozione da parte dei single.

E’ l’art. 29-bis, comma 1 della Legge sull’adozione, che la Corte costituzionale con questa innovativa sentenza, ha dichiarato incostituzionale, nella parte in cui non prevede anche le persone single tra gli aspiranti adottanti di un minore straniero residente all’estero.



Come osservano i Giudici, la norma in discussione comprime in modo sproporzionato sia l’interesse dell’aspirante genitore che si sia reso disponibile all’adozione, sia il principio di solidarietà sociale a tutela dei minori, i cui diritti vengono violati dall’esclusione dei single dal novero dei potenziali genitori: rientra infatti nella piena libertà di autodeterminazione della persona l’interesse a diventare genitore, e questo va tenuto in considerazione insieme agli interessi dei bambini in situazione di abbandono.

Infatti secondo i giudici della Corte, le persone single sono in astratto idonee ad adottare un minore, per accoglierlo in un ambiente stabile ed armonioso, fermo restando che spetta comunque al giudice del tribunale dei minori verificare tali requisiti, con specifico riferimento alla concreta capacità dell’aspirante genitore di educare, istruire e mantenere il piccolo, e in tale valutazione riveste importanza anche la rete familiare.

La decisione della Consulta è di particolare importanza anche in riferimento all’attuale situazione storica, che vede una riduzione significativa delle domande di adozione internazionale; in questo modo si amplia la possibilità per minori bisognosi di essere accolti anche da famiglie monoparentali.

Si tratta di una decisione finalmente inclusiva, che dà spazio ad una valutazione concreta dell’idoneità del contesto familiare, anche quando è si tratta appunto di single: in una società democratica appariva francamente del tutto anacronistico pensare che solo la bigenitorialità potesse garantire la crescita armoniosa di un minore.



Mi preme rilevare che in questo procedimento è intervenuta in giudizio anche la Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentata dall’Avvocatura generale dello Stato, ovviamente per chiedere che le questioni di legittimità costituzionale sollevate fossero dichiarate inammissibili o comunque manifestamente infondate.
Si tratta di una posizione politica nota, dato che la destra è da sempre contraria a famiglie non tradizionali, per quanto i propri rappresentanti siano tutti fulgidi esempi di coppie di fatto, separazioni, divorzi e famiglie allargate.

Per fortuna, nonostante la nostra attuale politica di governo, la norma che prevede l’esclusione della persona non coniugata dall’accesso all’adozione internazionale è stata finalmente dichiarata incostituzionale dalla Consulta, in quanto risultava contrastare con la nostra carta costituzionale e con le norme dell’Unione europea. 

Il miglior interesse del minore è quello di essere accudito e di vivere in una famiglia che gli garantisca un ambiente sereno, stabile e sicuro, a prescindere che questa sia monoparentale.

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