Per “pratica commerciale” si intende qualsiasi azione o comunicazione commerciale, comprese la pubblicità diffusa e il marketing, poste in essere per la promozione, la vendita o la fornitura di beni o servizi ai consumatori.
La pratica commerciale si definisce SCORRETTA quando, in contrasto con il principio della diligenza professionale, trae in inganno (o è idonea a farlo) il consumatore a cui è diretta.
Il Codice del consumo distingue le pratiche commerciali scorrette in ingannevoli e aggressive.
- Quelle INGANNEVOLI sono idonee a indurre in errore il consumatore medio, falsandone il processo decisionale: l’errore può riguardare il prezzo, la disponibilità sul mercato del prodotto, le sue caratteristiche, i rischi connessi al suo impiego,…
L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato considera illecite anche le pratiche che inducono il consumatore a trascurare le normali regole di prudenza o vigilanza, relativamente all’uso di prodotti pericolosi per la salute e la sicurezza o che possano, anche indirettamente, minacciare la sicurezza di bambini o adolescenti.
- Se invece l’impresa agisce con molestie, coercizione o altre forme di indebito condizionamento, il suo comportamento è considerato AGGRESSIVO: l’aggressività di una pratica commerciale dipende dalla natura, dai tempi, dalle modalità, dall’eventuale ricorso alle minacce fisiche o verbali,…
Per esempio sono ingannevoli:
- i comportamenti attraverso i quali l’operatore economico promette di vendere un prodotto a un certo prezzo e poi si rifiuta di accettare ordini per un certo periodo di tempo;
- afferma, contrariamente al vero, di avere ottenuto tutte le autorizzazioni;
- dichiara, per indurre in errore sulla particolare convenienza dei prezzi praticati, di essere in procinto di cessare l’attività commerciale;
- sollecita l’ordine della merce, riferendo falsamente una data improrogabile per farlo, l’indisponibilità di un rifornimento successivo,…
Sono invece aggressivi i comportamenti:-
- che creano nel consumatore l’impressione di non potere lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto;
- le visite a domicilio nel corso delle quali il professionista ignora gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi;
- l’insistenza molesta atta a indurre un acquisto, pena l’esclusione da un gruppo.
Molti INFLUENCER adottano pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive: lo fanno in primis non indicando che stanno sponsorizzando A PAGAMENTO un prodotto o dei servizi; in secondo luogo condizionano i propri followers, facendoli sentire parte della loro community solo se usano quel prodotto o partecipano a quel corso.
Si determina quindi una pressione emotiva forte, soprattutto in un momento storico come questo, in cui la comunicazione online sostituisce quella dal vivo, e si creano i presupposti addirittura per il plagio, ovvero una manipolazione mentale a scopo di lucro.
Spesso inoltre vengono fornite dagli influencer indicazioni di consumo di prodotti alimentari, dietetici, di integratori o medicinali, senza la minima cognizione medica o competenza scientifica, e allo stesso modo si consigliamo attività fisiche o di fitness senza avere le qualifiche tecniche per farlo.
Pertanto oltre al danno economico e psicologico, possono essere procurati anche danni alla salute per eventuali errati comportamenti indotti dagli influencer.
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