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DOVERI DEONTOLOGICI

21 Ottobre 2021

Il codice deontologico forense prescrive alcuni comportamenti, cui gli avvocati devono conformarsi pena l’irrogazione nei loro confronti di sanzioni disciplinari.

Le sanzioni sono modulate a seconda della gravità:

  • avvertimento
  • censura
  • sospensione
  • radiazione

Oltre ad una responsabilità disciplinare, a seconda del tipo di violazione compiuta ci potrà essere anche una responsabilità civile o penale, di cui l’avvocato sarà chiamata a rispondere.

I precetti deontologici hanno la funzione di garantire la professionalità dell’avvocato, ma anche la sua integrità personale: infatti sono valutate non solo le attività professionali, ma pure i comportamenti che riguardano la vita privata, poichè è dovere di un avvocato comportarsi in modo corretto e dignitoso tutti i giorni, fuori e dentro lo studio.

Il professionista quindi deve sempre osservare i doveri di probità, dignità e decoro, nell’interesse della propria reputazione e di quella della categoria cui appartiene.

Spesso i clienti mi guardano stupiti quando rifiuto di fare qualcosa, perchè me lo vieta il codice forense: talvolta si tratta di questioni che non sono di immediata intellegibilità e quindi occorre chiarirne il senso ed il valore.

Ad esempio c’è un articolo che specifica di non poter mostrare ai clienti la corrispondenza intercorsa con il legale di controparte ed è difficile per le persone comprendere il motivo per cui è importante ottemperare.

Bisogna pensare che queste prescrizioni non sono mai fini a se stesse, ma servono a preservare la correttezza e l’equilibrio dei rapporti professionali, sia tra avvocati, sia tra professionista e cliente. La lealtà e l’affidabilità interprofessionali sono valori da tutelare al di là delle singole liti tra le parti; inoltre tecnicismi, formalità e procedure giuridiche sono sconosciute ai clienti, che potrebbero mal interpretare frasi o concetti o ancora peggio prendersela sul personale con un collega che sta solo svolgendo diligentemente il suo lavoro.

E’ chiaro che se un legale non compie con il suo cliente la dovuta e necessaria opera di mediazione dei contenuti di controparte e dà al cliente la comunicazione a sè destinata, la lettura integrale del testo potrà generare nella persona paura, rabbia, destabilizzazione o anche al contrario nessuna preoccupazione e conseguente menefreghismo.

Ogni singola norma ha un suo significato ed un suo valore intrinseco, non si tratta di semplici indicazioni generiche di condotte virtuose ed utopiche, ma sono vere e proprie regole la cui violazione costituisce una violazione di legge.

Il codice deontologico è quindi un testo importantissimo per un avvocato, che deve conoscerlo perfettamente, più di ogni altro: tanto è vero che in sede di esame per il conseguimento dell’abilitazione costituisce un’autonoma materia su cui si viene interrogati ed ogni anno bisogna aggiornarsi obbligatoriamente seguendo corsi di deontologia.

Pertanto la deontologia è parte integrante della professione, serve a tutelarla e a proteggere coloro che entrano in contatto con il professionista, che siano clienti, colleghi o altri operatori di diritto: diffidate da chi non la rispetta e magari se ne vanta anche…

Categoria: Deontologia
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